Mi ritrovo spesso invischiato in discussioni dagli esiti scontati, eppure non riesco a rinunciare a sostenere le mie ragioni, cercando di non perdere la pazienza, anche quando verrebbe l'impulso di mandare l'interlocutore a quel paese.
In questi giorni il tema caldo è l'attacco su Gaza. Non ho resistito alla tentazione di contraddire un vecchio amico israeliano, che sosteneva il diritto all'autodifesa di Israele, perché così si chiamano i bombardamenti, semplice autodifesa. E a quel punto è partita una serie di batti e ribatti, ma mi sembrava di giocare a squash da solo contro un muro. Sono così tanti gli israeliani a vivere in questa bolla, una condizione di precarietà permanente che tutto giustifica e che annulla i basilari sentimenti umani. Qualcuno che apre gli occhi c'è, ma sono troppo pochi.
Buona lettura, se avete la pazienza di entrare nella scoraggiante psicologia del conflitto, un dialogo che si conclude in battuta, quando non rimane altro da fare. Io continuo a non arrendermi e a discutere e spiegare e ragionare.
"All we are saying is give peace a chance".
- AAAA Samuele Tofano, what are you suggesting to do?
- BBBB Samuele, do you realize how many half-truths, misconceptions and outright lies there are in your one paragraph? There is literally nt one true statement in there. You might not realize it, but what for you is philosophical conversation, for us is our lives.
- BBBB My opinion is that you live in Italy and for some reason think you know about my country than I do. By the way I think the Italians are discriminatory against tall people. Ive never been there but I did see Juventus play on TV.

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