sabato 4 ottobre 2014

Irreversibile

Il post precedente era un discreto mappazzone.
Vediamo se ritrovo il dono della sintesi.

Draghi pochi giorni fa a Napoli ha detto che l'euro è irreversibile, non per la prima volta. È uno strano argomento, visto che di politica si tratta, mentre di irreversibile forse c'è solo il tempo. Ha anche detto di comprendere l'euroscetticismo nei vari paesi, anche tra quelli che temono di dover pagare per gli altri. A questo proposito Il Fatto Quotidiano ha pubblicato un interessante vox populi di turisti tedeschi in Italia, che dimostra come purtroppo circoli in Germania questo tipo di propaganda - ovvero che i sacrifici che gli toccano sono dovuti ai paesi mal-governati come l'Italia (con tutti gli stereotipi antropologici a corredo). Un'unica voce si esprime con l'argomento reale: la Germania è il paese che ha beneficiato più di tutti dell'euro, anche grazie alla cattiva gestione economica di paesi come l'Italia. Purtroppo però i capitali sono rimasti concentrati in pochissime mani, mentre al popolo tedesco è stata imposta una riduzione pesante dei salari, che ha permesso l'enorme competitività del paese - altro che investimenti e produttività alle stelle grazie all'etica del lavoro protestante... (qui un articolo di mesi fa di Repubblica, non certo un organo dell'euroscetticismo, riafferma chiaramente il meccanismo perverso di queste politiche).

Questo percorso è molto pericoloso. Da un lato una retorica anti-tedesca, anche motivata, ma difficile da rivolgere alla Germania come fosse un monolito, dall'altro una retorica anti-paesi-pigri-del-Sud, che rischia di montare visto che le cose cominciano ad andare malino anche lì. E quando i tedeschi si mettono in testa che la colpa è di qualcuno, normalmente non finisce benissimo...
Figuriamoci se questo è il momento di inventarsi una cosa come gli Eurobond, dove la Germania di fatto pagherebbe i debiti nostri.

Per questo è altrettanto pericoloso lasciare che l'argomento no-euro venga usato solo da forze nazionalistiche e xenofobe.
Ostinarsi a dire che l'euro è irreversibile rischia di portarci in modo irreversibile in una situazione pre-bellica.

Mi fermo e proseguo il discorso sulla retorica dello "Stato cattivo" la prossima volta.

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