domenica 2 novembre 2014

Violenze dell'ordine



Tutti assolti. 
La sentenza sul caso Cucchi provoca molta rabbia. Ma non tanto per l'esito in sé.
Una sentenza si basa sul riscontro di fatti che violano le leggi, possibilmente oltre ogni ragionevole dubbio, e questo processo si è tenuto in condizioni paradossali.
Lasciamo perdere la sentenza e concentriamoci sulla verità, perché tanto sappiamo qual è, checché ne dica la corte o magari Giovanardi, e possiamo avere la presunzione di affermarla.

La verità è che Stefano Cucchi è stato picchiato a morte da rappresentanti delle forze dell'ordine, probabilmente tra urla "drogato di merda!".
La verità è che una parte del paese ed una corposa maggioranza di polizia e carabinieri tutto sommato ritengono certe persone non degne di vivere, magari non tutti al punto di ucciderli di botte, ma almeno al punto di giustificare, tollerare e proteggere chi lo ha fatto.
La verità è che questo maledetto spirito di corpo è assimilabile alla fedeltà ed all'omertà di un clan mafioso, ha la forza esaltante delle squadre fasciste, è la barriera che tiene la civiltà e la decenza umana fuori da questi corpi dello Stato.
La verità è che non ha senso parlare di mele marce. Una parte maggioritaria è complice di queste scelleratezze. I vertici non puniscono e non espellono con disonore chi lo meriterebbe.
No, la verità è che la violenza ed il disprezzo sono un elemento costitutivo di queste forze, che non si sono poi tanto evolute dai tempi nei quali erano al servizio di regimi totalitari.
Allora la verità è che ci saranno sicuramente alcune mele dolci, che hanno poca voce in capitolo e che vengono emarginate, ancor di più se per caso pensano di parlare e denunciare dei colleghi.  
La verità è che quelli che hanno la faccia tosta di mostrare il dito medio verso i familiari di una persona barbaramente uccisa, il SAP che dichiara che "se uno ha disprezzo per le proprie condizioni di salute, ne paga le conseguenze", il COISP che invita a "guardare in famiglia per trovare le ragioni di certe sciagure" - rappresentano perfettamente lo spirito di corpo. Perché bisogna andare di corpo per produrre la sostanza di cui sono fatte queste persone.


Forse qualcuno avrà la decenza, la forza, la volontà e la capacità di capire che queste non sono forze dell'ordine, sono forze di repressione e violenza che nulla hanno a che vedere con una società moderna e civile. Come un politico, in teoria, dovrebbe essere ed apparire ancora più onesto di un cittadino normale, allo stesso modo un poliziotto dovrebbe essere ed apparire ancora meno violento, ancora più capace di freddezza nei momenti di tensione, ancora più tollerante delle diversità  e delle condizioni di persone che per mille motivi si trovano a fare errori, ancora più motivato a tentare in tutti i modi di comprendere e rieducare chi ne abbia bisogno. 
Per questo motivo la forza bruta dovrebbe essere l'ultimo degli attributi richiesti.


Ma non è così, e Stefano Cucchi e morto, assassinato dai protettori della legge, uno dei tanti ultimi che non contano niente per chi crede solo nella legge del più forte.

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